APPELLO ALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA DEL TRASPORTO PASSEGGERI E MERCI
Il trasporto su gomma è al collasso: è il momento di un fronte comune.
Nelle ultime ore il gasolio ha toccato in autostrada i 2,20 euro al litro, superando il record storico del marzo 2022 (2,154 €/l); sulla rete ordinaria la media ha ormai sfondato quota 2,13 euro. Nei casi più critici si è ormai oltre la soglia psicologica dei 3 euro: il 25 agosto il Codacons ha rilevato, sui dati comunicati al Mimit, che il Supreme Diesel al servito sull’A22 Brennero-Modena ha toccato 3,159 euro al litro, mentre su altre tratte autostradali il gasolio servito supera già i 2,70 euro. Un pieno di gasolio costa oggi il 31% in più rispetto a un anno fa. E proprio in questi giorni scade il taglio temporaneo delle accise disposto dal Governo: senza una proroga, il prezzo alla pompa è destinato a salire ulteriormente.
Per le imprese di noleggio con conducente, per gli operatori del trasporto turistico con autobus per i taxi , per l’autotrasporto merci e per tutte le realtà del trasporto su gomma, il carburante non è una voce di costo tra le altre: è la materia prima del nostro lavoro. A differenza di molti altri settori produttivi, la gran parte delle nostre imprese non ha alcuno strumento concreto per scaricare l’aumento sui prezzi applicati alla clientela. Contratti, tariffe concordate con committenti e piattaforme, convenzioni con enti pubblici: quasi nessuno di questi strumenti prevede una clausola di adeguamento automatico legata al costo del carburante, come avviene invece in altri comparti di trasporto convenzionali ed economici e in altri Paesi europei.
A questo si aggiunge una disparità che va denunciata con chiarezza. L’autotrasporto merci conto terzi può contare, pur tra complicazioni burocratiche, su un meccanismo strutturale e trimestrale di recupero delle accise sul gasolio commerciale. Per il trasporto turistico di persone mediante autobus, invece, agevolazioni analoghe sono state concesse solo in occasioni straordinarie e con singoli decreti emergenziali, mai rese permanenti: le imprese che ogni giorno portano turisti e passeggeri in giro per l’Italia pagano il gasolio a prezzo pieno, senza alcuna rete di protezione strutturale.
Il quadro si aggrava per la cronica carenza di autisti abilitati, che costringe le imprese a un doppio sforzo: assorbire il caro-carburante e, insieme, sostenere costi del lavoro crescenti per trattenere o formare personale sempre più difficile da reperire. Il risultato è che un numero crescente di imprese — in particolare tra le piccole e medie realtà che costituiscono l’ossatura del settore — si trova oggi a un passo dal default.
Per questo Federnoleggio si rivolge a tutte le associazioni di categoria del trasporto passeggeri e merci
Non possiamo più permetterci di muoverci in ordine sparso. Serve un fronte comune, capace di parlare con una sola voce a Governo, Parlamento e istituzioni europee, per ottenere:
• l’introduzione per legge di un meccanismo di adeguamento automatico delle tariffe (fuel surcharge) legato all’andamento del prezzo del carburante;
• la stabilizzazione e l’estensione a tutto il trasporto passeggeri su gomma, incluso quello turistico con autobus, del meccanismo di recupero trimestrale delle accise oggi riservato quasi esclusivamente all’autotrasporto merci;
• misure strutturali, non emergenziali, sul costo dei carburanti per uso professionale, che diano alle imprese certezza di programmazione;
• un piano concreto contro la carenza di autisti, tra formazione, incentivi e semplificazione dell’accesso alla professione.
Invitiamo tutte le sigle del settore — NCC, autonoleggio, autobus turistici e gran turismo, taxi, autotrasporto merci — a unirsi a questo appello e a costruire insieme momenti di mobilitazione e confronto pubblico, affinché le istituzioni comprendano che la tenuta del trasporto su gomma è una questione di interesse nazionale, non di categoria.
Il tempo delle richieste isolate è finito. Ora serve una voce sola.

